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domenica 19 giugno 2011

Il calcio è donna!

Video promozionale per lo sviluppo del calcio femminile, realizzato per conto del Comune valenciano de L'Eliana. La prima squadra delle ragazze del C.D.F.B L'Eliana ha vinto il campionato e alla conclusione della stagione si è prestata alla registrazione di un "messaggio" educativo per il vivaio della società. Complimenti a tutte e ancora grazie per la collaborazione!



venerdì 4 marzo 2011

Mourinho contro tutti: la teoria dell'Identità Sociale

“Preferisco essere il sacco della boxe, colpito da tutti i codardi riuniti”. Queste sono le ultime dichiarazioni di Special One… non male, vero? Vi sarete sicuramente chiesti perché Mourinho ha come obiettivo principale quello di farsi odiare da tutti, no? (o perlomeno da tutti coloro che non tifano per la squadra che allena).
Bene, questo fenomeno può tranquillamente ascriversi alla teoria dell'Identità Sociale. Vediamo i meccanismi che la contraddistinguono:
- nell’essere umano è spontanea la tendenza a costituire gruppi, a sentirsene parte ed a distinguere il proprio gruppo di appartenenza (ingroup) da quelli di non-appartenenza (outgroup)
- l'individuo costruisce "categorie" funzionalmente discriminanti di appartenenza, basate su fattori di vario tipo (età, genere sessuale, posizione sociale o lavorativa, religione, appartenenza politica, tifo per una squadra di calcio, etc.)
- l'individuo confronta continuamente il proprio ingroup con l'outgroup di riferimento; il proprio gruppo viene implicitamente considerato "migliore" rispetto agli "altri", che vengono metodicamente svalutati o confrontati in chiave critica. Da questo processo può derivare che parte della propria autostima individuale sia dovuta alla percezione di "superiorità" del proprio ingroup rispetto agli outgroups di riferimento, e questo fenomeno può quindi portare alla continua ricerca di occasioni di "confronto sociale" (esempio, quando Mou si paragona agli altri allenatori con arroganza, senso di superiorità, etc.)
- le varie appartenenze ai diversi gruppi forniscono la base psicologica per la costruzione della propria identità sociale
Di fondo il risultato è che il suo gruppo si sente forte e coeso perché ha come obiettivo dimostrare agli altri di essere migliore.

sabato 12 febbraio 2011

Matteo Trefoloni: un arbitro "psicologo"

In occasione di una serata presso l'AIA di Carrara l'ex arbitro internazionale Matteo Trefoloni ha svolto una breve lezione sulla "lettura" della gara. Ha sottolineato diversi aspetti fra cui alcuni prettamente psicologici come ad esempio:
- l'importanza della preparazione psicologica nei giorni precedenti
- l'effetto dello stress (inteso come attivazione psicologica) nella presa di decisione
- l'abilità nel sapere anticipare lo svolgimento dell'azione in base a segnali stimolo discriminatori (stop sbagliato, azione di contropiede, etc.)
- l'importanza del "dialogo interno" nell'anticipazione dell'intervento
Tutti questi aspetti sono strategici per la crescita di un arbitro da un punto di vista della cosiddetta "personalità" (termine improprio con cui si è soliti definire la stabilità e l'equlibrio psicologico utili nel decision making e nel coping, o fronteggiamento, degli eventi).
Tutte queste capacità ed abilità psicologiche, come qualsiasi altro comportamento motorio o fisico, possono essere apprese ed allenate attraverso programmi di preparazione psicologica mirati ad aumentarle e potenziarle.

Il Mallorca al Camp Nou: il fenomeno dell'impotenza appresa

Questo episodio mi è stato raccontato da Alexandre Garcia Mas, psicologo del Mallorca nelle stagioni 1992-1994. La squadra di calcio delle Baleari, buon gruppo ma con presenze altalenanti fra la serie A e B spagnole, si presenta a giocare a Barcellona al Camp Nou di Cruijff. L'atteggiamento che la squadra catalana tiene nei confronti degli ospiti è esemplare per comprendere il fenomeno psicologico dell'impotenza appresa.
Per iniziare il pullman del Mallorca viene scortato dalla polizia per tutto il tragitto dall'aereoporto allo stadio (cosa inusuale in Spagna, dove la violenza e le protezioni per i giocatori sono molto minori che in Italia); giunti a destinazione i giocatori entrano nel parcheggio del Camp Nou dove vedono tutte le automobili dei giocatori del Barça (bolidi super potenti tipo Ferrari e Porsche, mentre loro sono abituati a guidare auto di marche minori); in seguito, prima di accedere agli spogliatoi, vedono le mogli e fidanzate dei calciatori in attesa di entrare (tutte modelle o donne bellissime); infine sono condotti, per entrare, al lunghissimo e profondo tunnel sotterraneo che porta agli spogliatoi (descritto quasi come una discesa agli inferi). Le stanze in cui cambiarsi sono grandissime e silenziosissime ed al posto del solito buffet con caffè e succhi di frutta, abituati a trovare come segno di ospitalità, si presenta un cameriere in livrea per prendere le ordinazioni. Dopo pochi secondi - stoccata finale - arriva un custode impeccabile che informa la squadra del Mallorca che, per chi ne avesse bisogno, la cappella dello stadio è aperta.
Possiamo immaginare come si debbano essere sentiti psicologicamente i giocatori della squadra ospite. In questo caso possiamo parlare di impotenza appresa, ovvero un'estrema incapacità di automotivarsi  e un atteggiamento che comporta una tendenza a considerare in partenza insormontabile qualsiasi difficoltà. L'assenza di tale dimensione può generare la tendenza alla rassegnazione e alla passività intaccando in modo determinante il grado di autostima che è fondamentale per il benessere psicologico.